L’ultima pagina – il nuovo romanzo di Giulia Pretta

L’Associazione Culturale Fantalica è felice e orgogliasa di presentare il nuovo romanzo di Giulia Pretta, edito con Ciesse Edizioni: ” L’ultima pagina

L'ultima pagina

Sinossi

Mark Holden è uno scrittore londinese di thriller. A seguito di uno scippo finisce in ospedale, ma a parte qualche ammaccatura e il furto della borsa di pelle in cui conservava la sua agenda, non ha perso nulla. La sua paura di essere vittima di qualche amnesia viene esclusa.
Mark sta cercando di terminare il suo ultimo lavoro, una trilogia che ha come protagonista l’avventuroso Mister Harris, ma il suo sogno è quello di dedicarsi al teatro, come ogni autore inglese che si rispetti. Visto il successo dei suoi thriller, sa che la proposta sarà osteggiata, ma essere il migliore amico dell’editore sarà d’aiuto.
L’unico elemento di novità è l’arrivo di una nuova vicina, Judy Morgan.
I due legano immediatamente. La ragazza addirittura riesce a trovare un artigiano in grado di rifare la borsa di cuoio rubata: per Mark però questa borsa nuova identica a quella vecchia trasmette una strana sensazione, quasi di déjà-vu. Come se lui e Judy si conoscessero da molto più tempo. Come se l’ipotesi di un’amnesia non fosse più così inverosimile.

portello

Biografia Autrice

Giulia Pretta è nata a Vercelli nel 1987, residente a Padova dal 2009.
Laureata in archeologia e ben decisa a sfatare il mito che recita che con la cultura non si mangia, ormai da anni gira tra musei e mostre d’arte come fruitrice e come operatrice.
Il resto del tempo è fatto di parole. Si occupa di recensioni di narrativa per alcune riviste on line, è editor di fresca e costante formazione, scrittrice e book blogger, aspirante pasticcera.

Premio Letterario EGO Parrucchieri – Edizione 2019

L’agenzia di comunicazione Baobab Communication, specializzata nella scoperta di nuovi talenti creativi, organizza il “Premio Letterario EGO Parrucchieri – Edizione 2019”.

Si tratta di un contest di scrittura creativa, che ha per oggetto storie d’amore aventi come filo conduttore il tema del capello.

Requisiti per la partecipazione:

  • essere residenti in Veneto;
  • avere almeno 16 anni compiuti;
  • redigere un elaborato di lunghezza compresa fra le 3000 e le 10000 battute.

Premio finale per il vincitore: Trattamenti per due persone presso la “Head SPA” nel punto vendita EGOParrucchieri a Vigonza.

Per partecipare al concorso, inviare il testo all’indirizzo scrivi@EgoParrucchieri.it  

Link per ulteriori informazioni: http://egoparrucchieri.it/scrivi-la-tua-storia-damore/

INTRECCI CREATIVI – Scrittura

Il Progetto “INTRECCI CREATIVI – L’Arte in comunicazione” promosso dall’Associazione Culturale Fantalica, mira a connettere le diverse arti espresse dalla molteplicità dei corsi.

Il Progetto “INTRECCI CREATIVI”, quest’anno alla seconda edizione, si struttura come evento culturale di dialogo fra le differenti forme artistiche oggetto dei corsi per adulti attivi a Fantalica (Fotografia, Disegno e Pittura, Recitazione Teatrale e Cinematografica, Scrittura Creativa, Fumetto e Taglio e Cucito).

INTRECCI CREATIVI

Il tema scelto per quest’anno sono LE EMOZIONI: i soci partecipanti ai laboratori, si stanno cimentando in un percorso di produzione di materiali artistici appartenenti ai differenti generi.
L’intero percorso confluirà in un unico happening/esposizione finale in programma per sabato 6 aprile, inserito all’interno dell’Open Day, in cui saranno presentati tramite workshop i corsi della nuova stagione.

INTRECCI CREATIVI

Facendo leva sulla naturale integrazione e interdipendenza fra le varie arti, così densa di potenziali sviluppi, lo scopo principale del Progetto è quello di sostenere la crescita artistica dei soci, ciascuno dei quali ha l’opportunità di condividere la propria competenza creativa (e di combinarla) con quella di altri colleghi, in vista di un comune obiettivo espressivo.

Elementi trainanti dell’intera manifestazione saranno i racconti brevi a opera degli studenti del corso di Scrittura Creativa, i cui racconti brevi per “Intrecci Creativi”, imperniati sull’argomento delle emozioni, costituiranno anche l’elaborato finale del corso 2018/2019.

L’anatema della normalità per la famiglia Aubrey (Nel cuore della notte)

Giulia Pretta ci racconta il romanzo “Nel cuore della notte”, in occasione dell’uscita del secondo volume della saga della famiglia Aubrey.

La famiglia Aubrey non è di certo comune. La loro visione del mondo filtrata attraverso la musica, la particolare sensibilità che sfocia talvolta nel sovrannaturale, i rapporti familiari così poco convenzionali per l’epoca li rendono un nucleo speciale nella società britannica. Con il precedente capitolo li avevamo lasciati a un punto di svolta: chi vedeva confermati i propri progetti, come Mary e Rose, chi li aveva infranti, come Cordelia, ma tutti pronti a continuare il loro cammino con nuove prospettive, se vogliamo, anche più positive visto che la situazione economica della famiglia è nettamente migliorata.

Il nuovo capitolo della saga, Nel cuore della notte, si apre con i tutti i personaggi in piena luce sul palcoscenico, posizionati sulla scacchiera e pronti a farsi strada nel mondo, ciascuno armato della propria unicità: Rose e Mary con la loro musica sempre onnipresente; Rosamund con la sua professione di infermiera che persegue con lo stesso entusiasmo con cui le gemelle si dedicano al pianoforte; Richard Quin con il suo desiderio di diventare scrittore e il fascino e l’irresistibile umorismo che lo rendono benvoluto e amato da tutti quelli che lo incontrano, uomini o donne che siano: Cordelia con la sua bellezza e il suo cercare una nuova strada dopo che il sogno di diventare violinista è stato brutalmente infranto. In virtù di questa crescita, l’autrice abbandona alcune delle tematiche che avevano permeato il libro precedente, come l’elemento sovrannaturale e preveggente, ma in questo modo il romanzo guadagna elementi più maturi: ancora e di più sono messi in luce i rapporti tra le sorelle che già nel precedente volume erano ben definiti. Ma se prima si trattava di relazioni tra bambine, ora il conflitto si sposta su un piano adulto e si conclama sempre di più e in modo quasi irreversibile la totale esclusione di Cordelia. Da una rivalità/incomprensione tra sorelle, si arriva a un livello più alto, un conflitto tra scelte di vita “normali” ed “eccezionali”.

Cordelia, la sorella maggiore, nel primo volume tentava di diventare violinista professionista, appoggiata dalla querula e invadente Miss Beevor. La madre e le sorelle non avevano mai fatto mistero del loro giudizio sferzante nei confronti delle sue scarse capacità musicali e soprattutto della motivazione dietro questo tentativo di carriera: prendersi cura e farsi carico della famiglia in ristrettezze economiche. Dopo la cocente delusione e la rottura del sogno della ragazza e visto che il denaro non è più un problema pressante, Cordelia deve riuscire a trovare una nuova strada che le permetta di prendere il suo posto nel mondo per allontanarsi da una famiglia che da sempre la rigetta: “Se non sono destinata a essere una famosa violinista come potrò mai andarmene da tutti voi?” bisbiglia disperata alla madre alla fine del primo romanzo. Senza il talento delle sorelle e munita solo della sua straordinaria bellezza di cui Rose, che resta la nostra voce narrante, non fa mistero né diventa motivo di gelosia, deve riuscire a organizzare il proprio futuro.

Il lettore non viene mai spinto ad amare Cordelia. Rose, come tutte le prime persone in narrativa, è estremamente fuorviante. Cordelia, ai suoi occhi, è convinta di essere l’unica di buon senso ed è terrorizzata che l’unicità della sua famiglia possa esserle in qualche modo d’ostacolo. Questo pensa e dice Rose. Eppure Cordelia, come Amy, la meno simpatica delle sorelle March nel sentire generale, accetta la sua mancanza di talento musicale e cerca nuovi percorsi personali, tirando fuori il meglio da situazioni anche incresciose. Durante il pranzo a casa del signor Morpurgo, dove la moglie di lui fa del suo meglio per essere una pessima e scortese padrona di casa, Cordelia è l’unica a tirare fuori il buono dalla situazione, interessandosi all’arte e decidendo di specializzarsi in quel settore. “Cara vecchia Cordy. Ve l’ho sempre detto che non dovevamo preoccuparci della vecchia Cordy” ride Richard Quin, usando un diminutivo che Cordelia detesta. La madre, pur nella sua felicità, paragona questa nuova direzione di vita al suono di un corno, strumento, a suo dire, molto grossolano. Con decisione, la famiglia spinge l’elemento estraneo fuori dal nido.

Oltre alla capacità e al coraggio di scegliere una nuova strada quando la precedente per cui tanto aveva lavorato si è interrotta, Cordelia ha dalla sua un’innegabile bellezza. Come Mary e Rose sono nate con talento musicale, lei è nata bellissima e in grado di suscitare l’interesse di tutti gli uomini con cui viene a contatto. “Non sono solo i ragazzi a chiedermi di te, ma anche gli insegnanti” rivela sempre Richard Quin che, pur non avendo mai momenti di vera intimità con la sorella maggiore e restando sempre sul piano del commento scanzonato, è quello che la inquadra meglio. Le sorelle sperano che questa bellezza porti Cordelia lontana da loro con un’istituzione che Rose aborre e paragona alla morte: il matrimonio.

Certo, le sorelle Aubrey non hanno avuto un piacevole esempio di questa istituzione, visto come si è esaurita la relazione tra i loro genitori che pure si amavano. Ma un altro dei fattori che gioca a sfavore è la convenzionalità del matrimonio. Cordelia non sa suonare quindi è fuori dal loro circolo di elette, si preoccupa sempre di cosa pensano gli altri, trova lavoro come segretaria presso una galleria d’arte in attesa di convolare a nozze e si incasella perfettamente in quello che la società si aspetta da una donna. Il matrimonio così banale e piatto è l’unica cosa che quindi si addice alla sorella. Ma Cordelia è calata nella realtà del suo tempo. Il matrimonio non è un “bel giocattolo” come lo definisce Rose, ma un impegno e un radicamento in quella vita normale e decorosa che Cordelia sogna sin da quando era bambina e che la scombinata famiglia Aubrey (dal suo punto di vista) non è mai riuscita a darle. Le sorelle guardano a ciò come si potrebbe guardare a qualcosa di totalmente irreale e irraggiungibile e nella loro crudeltà fraterna, perché di questo si tratta, si domandano come sia possibile che qualcuno possa davvero amarla. Per come è fatta, ovvero per una non in grado di capire la musica perché è attraverso il pentagramma che interpretano la vita, Cordelia non si merita di essere amata. Lo spettatore non ha quasi spiragli per entrare nel mondo di Cordelia e fa fatica ad apprezzarla perché il mondo in cui lei è costretta a muoversi è per lei un vestito troppo stravagante. Eppure, una volta inquadrata nel ruolo di moglie innamorata, Cordelia risulta essere quasi piacevole anche agli occhi delle sue sorelle. Non sembra più l’insensibile e incapace giudice, ma appare come una gradevole signora, per quanto estranea alla sua stessa famiglia. Viene lasciata ai margini e ci si dimentica di coinvolgerla, se non all’ultimo, anche in eventi importanti e sconvolgenti preferendole, ancora e di nuovo, Rosamund, più sorella della loro stessa sorella e con un evidente e ricambiato amore per Richard Quin.

Nel cuore della notte porta gli Aubrey negli anni della Prima Guerra Mondiale, in una disgregazione e ricostruzione dell’Europa. Forse Mary e Rose questo conflitto lo hanno percepito arrivare nel cambiamento degli accordi intorno a loro: sintonizzate sulla musica che non perde il suo spirito profetico, non sono sorprese dell’arrivo della guerra. Ma Cordelia che mostra coraggio e un certo pragmatismo potrebbe essere quella più preparata agli anni che aspettano la famiglia e la Gran Bretagna. Perché essere “spregevolmente” normali può conferire armi e capacità a cui Rose e Mary potrebbero dover fare affidamento in futuro.