Intrecci Creativi – C’è posta! C’è posta?

Ecco a voi un assaggio di alcuni testi prodotti dai corsisti del laboratorio di Scrittura Creativa “Lettera 22”, per il progetto Intrecci Creativi. Prossimamente in esposizione.

Foto di Francesca Di Blasi

Fessure. Fessure su uno spazio verticale. Fessure come linee tratteggiate di un’autostrada a quattro corsie. Un murales sulle fessure, scritte indecifrabili, sigle da writer… no no no, troppo visivo, scontato. Se fosse un rumore? Fruscìo di carta sfiorata, o la traccia sinusoidale delle ruote di una bicicletta, e un postino che scende, col borsone penzolante e semiaperto, pieno di… no no, è un tempo che non c’è più, oggi vanno in motorino, molto più veloce e tante meno lettere, praticamente solo bollette e pubblicità, che odio… quella non manca, certo, e viene portata sì ancora in bicicletta, come una volta, ma da ragazzi con la pelle un po’ più scura di noi e di noi un sorriso un po’ più sereno, dato dal futuro e dal sopravvivere ogni giorno. No.
Non volevo dire questo. Oggi tutto si svolge in un altro scenario, da quanti secoli non ricevi
più una lettera in una busta, con un foglio dentro da aprire e una grafia scritta a mano, scritta magari da… da, non c’è più neanche lei, o se c’è manda solo messaggini e post digitali, pieni di faccine, tutte sorrisi e cuori, i sorrisi sono belli ma ricordano la morte, come un esorcismo, come fanno le scimmie, sì, ridiamo per mostrare la morte nascosta dietro la pelle del cranio, la morte che arriverà ma ora non c’è, vade retro, ridiamoci sopra…  appunto. E ancora quella immagine, marrone azzurro un ocra sfumato, e le fessure. Sembra un affresco post moderno, un quadro decadentista, e nell’autostrada non ci sono automobili ma solo ombre, ombre di persone che passano, non scrivono e quindi non imbucano, passano oltre e vanno via, senza lasciare un segno, senza lasciare niente, mentre anche noi alla ricerca di una secessione di esponente sempre più alto riusciamo a rinchiuderci dentro a quattro mura sempre più strette e la chiamiamo libertà, portando il confine all’estremo, il perimetro più piccolo possibile, non potendo separarci da noi stessi.

Testo di Umberto Niceforo

Il sabato dei villaggi 2018 – III edizione

Il sabato dei villaggi 2018 – III edizione

 

RASSEGNA DI POESIA, CRITICA E PICCOLA EDITORIA
“IL SABATO DEI VILLAGGI 2018”
III° EDIZIONE

Bozza automatica 55

La rassegna di poesia, critica e piccola editoria IL SABATO DEI VILLAGGI, dopo il successo di pubblico e l’entusiasmo degli invitati (poeti, critici ed editori) giunge alla terza edizione e raddoppia la curatela della rassegna.

A Giovanna Frene si affianca Laura Liberale, con l’obiettivo ambizioso di far partecipare un numero maggiore e variegato di autori, critici ed editori nonché di aprire alla poesia straniera.

La formula rimane quella degli scorsi anni: portare al grande pubblico, in maniera organica, l’ambito del poetico contemporaneo italiano, mediante l’incontro con giovani poeti o autori affermati, critici letterari ed editori piccoli e grandi, nell’ottica di promuovere la polifonia della ricerca poetica attuale in Italia e all’estero.

Come in precedenza, gli incontri saranno articolati, con la partecipazione di due o più autori alla volta, affinché il dialogo con il pubblico risulti più coinvolgente.

Bozza automatica 286


Crediamo ancora che la poesia sia il centro, a volte occulto, della cultura.
Il difficile frangente epocale esige da ognuno di avere il coraggio di fare cultura alta e allo stesso tempo aderente alla vita, come lo è, o dovrebbe essere, la poesia.
Perché se è vero che la storia è diventata esperienza, è anche vero che l’insieme delle esperienze compone pur sempre una narrazione corale.

Per maggiori info

Planctus – Laura Liberale

Planctus – Laura Liberale

Il Caffè Letterario Multiculturale
presenta il libro
“PLANCTUS”
di LAURA LIBERALE

Un addetto alle pubbliche relazioni fresco di licenziamento si reinventa come psicodrammatista sui generis. Mette in piedi un gruppo formato da quattro individui accomunati da una mancata elaborazione del lutto e prontamente ribattezzati: la Gotica, il Sopravvissuto, la Maliarda, la Vulnerata.

La Gotica è una cinica diciassettenne dark che odia i vicini di appartamento.
Per la sua giovane età mostra un certo lato cinico del proprio carattere che si potrebbe ritenere quasi eccessivo. Se sua madre non fosse mancata quando aveva solo sette anni, probabilmente molte cose sarebbero state diverse.

Il Sopravvissuto è un uomo anziano. Fa i conti ogni singolo giorno con la morte di suo fratello a soli otto anni e con il suicidio di sua madre che, alla fine, non è riuscita a superare un dolore troppo intenso.

La Maliarda ha un peso enorme nella sua anima: suo figlio, promettente poeta, è morto prematuramente. Sempre di abbandono in abbandono, sembra invece scorrere la vita della Vulnerata che non ha modo di terminare una relazione amorosa senza dover soffrire esattamente come si soffre per un lutto.

I quattro protagonisti cercheranno assieme ad un improvvisato psicoterapeuta di elaborare i loro lutti, di superare i loro dolori …

Tra pseudo-terapia interna nello scantinato di una fiorente impresa di onoranze funebri, comparsate esterne in cimiteri di provincia e laghetti di pesca sportiva in cui vedere annegare spregevoli etilisti, tra messinscene amorose del passato e corsi di astrologia e di riequilibrio energetico, il gruppo affronterà, con esiti fra il drammatico e il grottesco, scheletri familiari e personali, conflitti antichi e nuovi in un insolito scenario di preficazione 2.0.

Innocue follie – Stefania Piantanelli

Presentazione libro Innocue
martedì 6 febbraio ore 18:30
Evento organizzato dalla LIBRERIA LIMERICK

 

Le “innocue follie” del libro di Stefania Piantanelli sono momenti vissuti
da persone comuni che tutto a un tratto si trovano a osservare le cose in
modo nuovo, illuminati da un’insolita intuizione.
In questi quattordici racconti garbatamente provocatori, si tratteggiano
personaggi alle prese con eventi esterni o epifanie interiori che li
spingono ad agire in maniera inaspettata, scardinando convenzioni sociali, o
semplicemente scuotendo la consuetudine della loro vita, per approdare a
nuove forme di libertà e riscatto.

 Stefania Piantanelli approda alla narrativa passando dal cinema.
Durantei suoi vagabondaggi tra Roma, Bologna e Padova lavora sul set di due film
di Pupi Avati e svolge laboratori di regia e sceneggiatura nelle scuole superiori.
A Padova, in particolare, ha tenuto Corsi di Sceneggiatura presso
l’associazione culturale Fantalica.

Nel 2015 torna a Senigallia, si dedica a recensioni cinematografiche e
inizia a collaborare con Marche Music College come coordinatrice e docente
di linguaggio cinematografico.

Ogni racconto è preceduto da un’illustrazione di Stefania Bergami che ha
saputo cogliere la suggestione della parola restituendola ampliata
attraverso linee e forme che hanno il sapore di una visione.
Sua è anche l’immagine di copertina.