Planctus – Laura Liberale

Planctus – Laura Liberale

Il Caffè Letterario Multiculturale
presenta il libro
“PLANCTUS”
di LAURA LIBERALE

Un addetto alle pubbliche relazioni fresco di licenziamento si reinventa come psicodrammatista sui generis. Mette in piedi un gruppo formato da quattro individui accomunati da una mancata elaborazione del lutto e prontamente ribattezzati: la Gotica, il Sopravvissuto, la Maliarda, la Vulnerata.

La Gotica è una cinica diciassettenne dark che odia i vicini di appartamento.
Per la sua giovane età mostra un certo lato cinico del proprio carattere che si potrebbe ritenere quasi eccessivo. Se sua madre non fosse mancata quando aveva solo sette anni, probabilmente molte cose sarebbero state diverse.

Il Sopravvissuto è un uomo anziano. Fa i conti ogni singolo giorno con la morte di suo fratello a soli otto anni e con il suicidio di sua madre che, alla fine, non è riuscita a superare un dolore troppo intenso.

La Maliarda ha un peso enorme nella sua anima: suo figlio, promettente poeta, è morto prematuramente. Sempre di abbandono in abbandono, sembra invece scorrere la vita della Vulnerata che non ha modo di terminare una relazione amorosa senza dover soffrire esattamente come si soffre per un lutto.

I quattro protagonisti cercheranno assieme ad un improvvisato psicoterapeuta di elaborare i loro lutti, di superare i loro dolori …

Tra pseudo-terapia interna nello scantinato di una fiorente impresa di onoranze funebri, comparsate esterne in cimiteri di provincia e laghetti di pesca sportiva in cui vedere annegare spregevoli etilisti, tra messinscene amorose del passato e corsi di astrologia e di riequilibrio energetico, il gruppo affronterà, con esiti fra il drammatico e il grottesco, scheletri familiari e personali, conflitti antichi e nuovi in un insolito scenario di preficazione 2.0.

Innocue follie – Stefania Piantanelli

Presentazione libro Innocue
martedì 6 febbraio ore 18:30
Evento organizzato dalla LIBRERIA LIMERICK

 

Le “innocue follie” del libro di Stefania Piantanelli sono momenti vissuti
da persone comuni che tutto a un tratto si trovano a osservare le cose in
modo nuovo, illuminati da un’insolita intuizione.
In questi quattordici racconti garbatamente provocatori, si tratteggiano
personaggi alle prese con eventi esterni o epifanie interiori che li
spingono ad agire in maniera inaspettata, scardinando convenzioni sociali, o
semplicemente scuotendo la consuetudine della loro vita, per approdare a
nuove forme di libertà e riscatto.

 Stefania Piantanelli approda alla narrativa passando dal cinema.
Durantei suoi vagabondaggi tra Roma, Bologna e Padova lavora sul set di due film
di Pupi Avati e svolge laboratori di regia e sceneggiatura nelle scuole superiori.
A Padova, in particolare, ha tenuto Corsi di Sceneggiatura presso
l’associazione culturale Fantalica.

Nel 2015 torna a Senigallia, si dedica a recensioni cinematografiche e
inizia a collaborare con Marche Music College come coordinatrice e docente
di linguaggio cinematografico.

Ogni racconto è preceduto da un’illustrazione di Stefania Bergami che ha
saputo cogliere la suggestione della parola restituendola ampliata
attraverso linee e forme che hanno il sapore di una visione.
Sua è anche l’immagine di copertina.

Intrecci Creativi – Fotografie Selezionate

Intrecci Creativi – Fotografie  Selezionate

Quest’anno l’Associazione Fantalica propone a tutti i corsisti un progetto nuovo e fresco: Intrecci Creativi.
Vuole essere un progetto che mette in comunicazione l’ARTE a 360° all’interno dell’associazione: saranno coinvolti quanti più soci possibili per mettere in atto un “effetto domino” che non escluderà nessuno.
Il tema dato e che farà da filo conduttore per ben 6 mesi di lavoro, quest’anno, è: LA CITTA’.
Non una città specifica, ma “la città” che viviamo quotidianamente, la città in un viaggio, la città in un incontro….fatta di strade, persone, edifici e pezzi di cielo sempre diversi.

Il via viene direttamente dai soci coinvolti nei corsi di fotografia di I° e II° liv.

Siamo fieri e orgogliosi di presentarvi le fotografie selezionate che quest’anno ispireranno il progetto.

Annalisa3by Annalisa Lincetto

Eleonora2by Eleonora Borreggine

giulia3by Giulia Zampieri

LUCAby Luca Menegozzo

Luca2by Luca Menegozzo

marcoby Marco Salmaso

MICHELEby Michele Posenato

Paoloby Paolo Zampieri

sara3
by Sara Tramarin

andrea2by Andrea Sbettega

On Writing – Stephen King

 On Writing – Stephen King _ Lettera 22

 

 

I personaggi di fantasia arrivano direttamente dalla vita reale?
Certo che no, almeno non in tutto e per tutto.
Cercate di evitare questo rischio, se un bel mattino non volete essere querelati o stecchiti da una pallottola mentre raggiungete la buca delle lettere.

Immagine correlata

Per me, ciò che accade ai personaggi con il dipanarsi della storia dipende esclusivamente da quanto scopro su di loro cammin facendo.
Da come crescono, in altri termini.
A volte maturano soltanto un po’, ma se invece prosperano rigogliosi, cominciano a influenzare il corso della narrazione e non viceversa.

Sono convinto che i lavori migliori finiscano con l’essere incentrati più sulla gente che sugli avvenimenti, un modo diverso per dire che sono basati sui personaggi. Comunque, superata la lunghezza di un racconto (dalle duemila alle quattromila parole, per esempio), in genere rifuggo dal cosiddetto approfondimento psicologico. A conti fatti, deve essere la storia a comandare.

Annie Wilkes, l’infermiera che tiene prigioniero Paul Sheldon in Misery, potrà sembrarci una psicopatica, ma non va dimenticato che lei si reputa equilibrata e sana di mente.

Risultati immagini per Annie Wilkes

O addirittura un’eroina sotto assedio che si sforza di sopravvivere in una terra ostile.
Pur essendo lampante che soffre di pericolosi sbalzi d’umore, ho cercato di evitare dichiarazioni esplicite tipo: “Quel giorno Annie era abbattuta, forse prossima al suicidio” o “Quel giorno Annie aveva un’aria particolarmente felice”.
Se mi fosse toccato spiegarvelo, avrei perso.

Se invece vi mostro una donna taciturna, con i capelli sporchi, che si strafoga di dolciumi, lasciandovi giungere da soli alla conclusione che nella fase depressiva di un disturbo bipolare, allora ho vinto.
Se poi sono stato capace, anche soltanto per un attimo, di farvi vedere il mondo con i suoi occhi, di spingervi a capire la sua follia, l’avrò resa una figura con la quale simpatizzare e identificarsi. Come risultato, sarà ancora più terrorizzante, perché vicina alla realtà.

Ritengo sia lecito chiedere se Paul Sheldon sono io. In parte sì… ma se continuerete a scrivere narrativa, scoprirete che in tutte le vostre creature c’è un pezzettino di voi. Quando vi domandate come si comporterebbe un certo personaggio in una determinata circostanza, prendete una decisione basandovi su ciò che fareste voi… o non fareste, se si tratta del cattivo della situazione. A queste trasposizioni di voi stessi si aggiungono le abitudini del prossimo, gradevoli o meno.

(Stephen King, On Writing)