La città dell’acqua-sinossi dello spettacolo

La città dell’acqua-sinossi dello spettacolo

la città dell'acqua

Nell’ambito del Progetto Portello Segreto, l’associazione culturale Fantalica è lieta di invitarvi allo spettacolo “La città dell’acqua, la memoria del passato, la consapevolezza del presente, la visione futura”, scritto da Heman Zed con la regia di Vittorio Attene e costumi a cura di Caterina Riccomini.

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Lo spettacolo sarà messo in scena mercoledì 12 luglio al Parco Venturini Ex Fistomba.

L’ingresso è libero su prenotazione.

Ecco la sinossi dello spettacolo scritta da Heman Zed

Attraverso diverse voci  che rappresentano un flusso di coscienza collettivo, lo spettacolo si propone di raccontare i mutamenti idrografici e idrologici che hanno interessato e interessano la città di Padova.  Nel tempo, infatti, la città ha perso la sua primigenia vocazione di città d’acqua e con essa la sua rete di comunicazione fluviale che ne collegava l’entroterra con la laguna. Tale mutazione, non solo fu legata alle esigenze derivate dal boom economico degli anni ’60, ma anche a quelle di una comunità cittadina, legate alla qualità e disponibilità di acqua potabile, oltre alla necessità di smaltire le acque reflue.

Quindi, se nel primo atto sarà la memoria storica ad imporci di osservare anche con spirito critico soluzioni che talvolta hanno sacrificato elementi paesaggistici che caratterizzavano la città, il secondo atto sarà consapevole che col mutare dei tempi, e con esso i bisogni di una comunità sempre più vasta, bisognava scendere a patti, assolvendo almeno in parte gli interventi radicali effettuati  nel secolo scorso. 

Sarà compito del terzo atto, invece, delineare la visione a lungo termine di una progettualità che, salvaguardando ambiente e paesaggio, tenga conto di mutamenti climatici e socio-economici  che potrebbero mettere in pericolo il patrimonio delle risorse idriche.

Per maggiori info sul progetto Portello segreto vai al sito

Vi aspettiamo tutti al Parco Venturini!!!

 

Spettacolo teatrale scritto da Heman Zed

Spettacolo teatrale scritto da Heman Zed

Dopo la fortunata edizione del 2016 che ha visto Portello Segreto vincitore del bando CulturalMente 2015 della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, l’Associazione Culturale Fantalica in collaborazione con le diverse realtà del territorio, il Comune di Padova e Acegas Aps gruppo Amga ripropone il ricco programma culturale che vede protagonista il quartiere Portello e i suoi segreti inserendolo in un contesto che vuole sottolinearne anche l’importanza della salvaguardia ambientale.

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Il progetto Portello segreto 2017 è infatti sostenuto dalla società di gestione dell’acquedotto di Padova, Acegas Aps Amga gruppo Hera, con la finalità proprio di avvicinare il pubblico alla conoscenza dei luoghi d’acqua di Padova, di cui il Portello è uno dei più significativi.

Da maggio a luglio 2017 verrà proposto al pubblico un nutrito programma di spettacoli, visite guidate, conferenze, mostre e performances, in particolare uno spettacolo che vede protagonista lo scrittore e docente di LETTERA 22 Heman Zed.. vai al suo profilo

heman zed

LA CITTA’ DELL’ACQUA

spettacolo a cura dell’Associazione Culturale Fantalica, scritto da Heman Zed, per la regia di Vittorio Attene

Mercoledì 12 luglio*, ore 21.00 – Parco Venturini Ex Fistomba, Padova.

Uno spettacolo che mette insieme più arti, quella della scrittura, della recitazione e della danza, per narrare una storia: la Padova d’acqua, in una trama di narrazione che oscilla tra fantasia e realtà per trasmettere l’importanza dell’acqua e della sua gestione.

La partecipazione è gratuita, su prenotazione.

*In caso di maltempo, lo spettacolo verrà spostato al 13 luglio 2017.

“Shopping compulsivo” di Fabio Amedei, Lettera 22

“Shopping compulsivo” di Fabio Amedei, Lettera 22

fabio amedei, lettera 22

Sabato 9 aprile, al termine della giornata aperta dell’Associazione Fantalica, gli attori Vittorio Attene e Maria Virgillito si sono messi alla prova nella lettura interpretata di alcuni racconti direttamente scaturiti dalle penne di alcuni soci dell’Associazione Fantalica, allievi del laboratorio di scrittura Lettera 22.

Vittorio Attene ha letto il divertente raccondo di Fabio Amedei “shopping compulsivo”

Ecco il testo di Fabio Amedei presentato al laboratorio Lettera 22

Olimpia Guardasigilli era una ladra. Non una ladra comune, quello che rubava lo divorava seduta stante, con metodo.

Erano settimane che il signor Nevio, titolare del negozio di alimentazione biologica Bio c’è si arrovellava: qualcuno stava saccheggiando il contenuto del suo nuovo frigo, a meno che non fosse quest’ultimo a inghiottire le polpette di seitan e i mattoncini di tofu. Tutte le novità che acquistava da Bio Service h 24 sparivano, e la rabbia gli procurava una feroce acidità di stomaco.

Chi faceva sparire yogurt e hamburger vegetali, arrostini al kamut, mortadella vegetale e tempeh alla piastra?

Il colpevole era forse il nuovo commesso Vladimiro dall’occhio bovino e dalle grandi labbra carnose? Nevio sospettava che il giovane si iniettasse botulino in quei labbroni gonfi che scintillavano sotto i bagliori dei luminosissimi neon. Oppure era Giuseppina, l’addetta alla frutta e verdura, che sembrava ingrassare a vista d’occhio, scoppiando in grandi risate senza una logica apparente? O il magazziniere Egidio, che lamentava ogni giorno, piegandosi in due, acuti mal di pancia, scappando in bagno ogni quindici minuti?

Un arcano che lo tormentava giorno e notte. Doveva rivolgersi a un investigatore? Optò per la tecnologia.

Nevio, era un tipo molto attento ai costi del suo negozio e decise a malincuore di far montare delle telecamere fisse. Ne piazzò tre: due nei pressi del frigo e una vicino alla cassa. Seduto su uno scomodo sgabello, trascorreva i giorni fissando il piccolo monitor che rimandava le immagini del suo esercizio. Non vedeva l’ora di pizzicare il ladruncolo del suo fortino alimentare;. il mariuolo doveva essere preso e bloccato, perdinci!

Con un occhio al negozio e uno al monitor, Nevio stava ormai diventando strabico e in più, l’attesa di incastrare il fantomatico ladro, lo esasperava rendendolo sempre più nervoso. Per la tensione, aveva iniziato a mordersi le unghie, diventate oramai delle minuscole scaglie.

Poi, all’improvviso, mentre al posto dell’indice sinistro si stava sgranocchiando un biscotto al farro, vide sul piccolo schermo un’immagine che gli fece sbarrare gli occhi e andare di traverso quel piccolo spuntino.

Ecco lì una delle sue clienti abituali, la signora Olimpia, neo pensionata, che faceva piccole provviste a giorni alterni, (a volte comprava solo delle noci) ingurgitare voracemente würstel al seitan e tofu, innaffiando il tutto con yogurt alla frutta e grandi sorsate di latte di riso. Macinava e ruminava a tempo di record. Se avessero istituito una disciplina alle Olimpiadi di ingozzamento cibo, avrebbe vinto la medaglia d’oro. La rapidità delle mandibole della signora nel frantumare per poi deglutire era stupefacente. Una vera macchina da guerra.

«Pronto carabinieri?» chiese un Nevio eccitato e nervoso.

«Sì, chi parla?».

«Buongiorno, qui Bio c’è .

«Dio c’è? Bene si rivolga al prete, qui stiamo lavorando e non possiamo stare appresso a tutti! E quello che ha visto l’yfo, e quell’altro assalito dalla lucertola gigante e la vedova che ha visto suo marito e mò pure lei che vede Dio!» rispose risentito il brigadiere Pestalossi.

«Cosa ha capito? Telefono dal mio negozio di alimentazione biologica, Bio c’è, e chiamo per denunciare un furto che si sta consumando sotto i miei occhi. Intervenite subito, vi prego. La signora mi sta rubando tutta la merce. Fate presto!».

«Accidenti! Finalmente uno normale! Non si proccupi, signor Biocè, mi dia la via, che interveniamo subito».

Il brigadiere e il suo vice Avio Ginocchio in un battibaleno si catapultarono fuori dalla caserma, e in pochi minuti arrivarono nel negozio del signor “Biocè”.

Con le pistole spianate circondarono la donna che cercava di mandar giù, con il collo buttato all’indietro, seitan, tofu, farro, hamburger vegetali e quant’altro.

Olimpia, allarmata e colta in flagranza di reato, alzò le mani, mentre un rivolo di bevanda al riso colò sul suo vestito in maglina color viola. Stranamente, sorrideva.

«Ci segua in caserma signora » intimò Pestalossi.

La donna si mise in ginocchio, con le braccia spalancate. Sembrava una persona pronta per il patibolo, eppure sorrideva. La signora Olimpia accennò con un gesto veloce al segno della croce e disse lentamente: «Spargete le mie ceneri sulle Dolomiti, queste sono le mie ultime volontà».

Pestalossi e il suo vice arrossirono e si guardarono.

«Signora, guardi, c’è stato un equivoco» bofonchiò il vice brigadiere.

Nel frattempo il signor Nevio arrotava i denti e scuoteva la testa. Con la coda dell’occhio vide Giuseppina che sogghignava e annuiva all’indirizzo della ladra. “Le due donne erano forse in combutta?… Adesso si scuseranno con la ladra e mi daranno una multa per procurato allarme,” pensò.

Invece i due carabinieri aiutarono la donna, che stava ancora masticando dei residui di cibo, ad alzarsi e a seguirli fuori dal negozio, direzione caserma. Prima di uscire, Pestalossi adocchiò dei piccoli panettoni, ne comprò sei per i suoi nipotini.

 In macchina, la signora Guardasigilli toccò leggermente, (quasi una carezza) la spalla di Ginocchio dicendo: «Lo sa colonnello che il cibo va mangiato subito, altrimenti si guasta? Oggi il tofu tremolava e gridava: divorami divorami, sto andando a male. In effetti, aveva un colorito pallido… E il seitan che mi cantava una filastrocca? Diceva: Siamo tanti tutti quanti e tu stai qui ad indugiar! Ma che aspetti, siamo tanti, pensa solo a trangugiar!».

La donna si rilassò, chiuse un occhio, l’altro lo abbassò, e iniziò a russare emettendo un sibilo. Arrivarono in caserma e Pestalossi la scosse delicatamente aiutandola poi a scendere dall’auto di servizio.

Mancavano pochi giorni a Natale e il brigadiere capo fece segno al vice Ginocchio di non mettere le manette alla signora ladra che sembrava quasi divertita da quanto stava accadendo. Guardava in tutte le direzioni e rideva con uno sguardo sognante.

I due appoggiarono cappelli, guanti e giubbotti (Pestalossi anche i panettoncini) invitando la signora Olimpia a entrare nell’unica cella di sicurezza.

«Ginocchio, chiama la dottoressa Polimeno, qui abbiamo bisogno di una bella visita…» disse Pestalossi picchiettandosi l’indice sulla tempia.

«Io direi di chiamare anche il prete» disse a bassa voce Ginocchio.

«Più che un prete, un esocista» bisbigliò il brigadiere.

Soddisfatto per aver sventato l’azione criminosa e risolto il caso, Carmine Pestalossi telefonò alla moglie a causa di un dubbio improvviso.

“Pronto Carmè, ho comprato dei panettoncini bio e artigianali per i piccoli” disse.

«Oh che bel pensiero, Carmine. Solo… hai controllato bene che non abbiano la cioccolata? Che i ragazzi sono allergici, lo sai!» rispose la signora Carmela.

«Ecco infatti, non mi ricordavo più se dovevo stare attento alla cioccolata o ai canditi. Adesso ne prendo uno e controllo, stai un attimo in linea» disse Pestalossi, sperando di aver fatto la cosa giusta.

Dalla scrivania si spostò per prendere i dolci in questione, ma sul piccolo ripiano c’erano solo due dei sei panettoncini.

Fisso sull’immagine del ripiano semivuoto, Pestalossi intuì l’accaduto e si mosse rapido verso la cella di sicurezza, dove vide a terra gli incarti di tre panettoncini e la signora Olimpia che stava sbranando l’ultimo. Lo inghiottì senza grandi difficoltà, e sputandone dei pezzi  disse:

  «Buon Natale, bel soldatino!».

Il brigadiere  guardò i rimasugli sputati a terra, sospirò e si diresse di nuovo al telefono.

«Tranquilla, Carmè, erano canditi.»

 

Vai alle foto della serata: http://recitazione.fantalica.com/letture-interpretate-di-fantalica/

“Latte” di Esther Messina, laboratorio di scrittura Lettera 22

“Latte” di Esther Messina, Lettera 22

Viaggio Tra Le Parole

Viaggio Tra Le Parole

Sabato 9 aprile, al termine della giornata aperta dell’Associazione Fantalica, gli attori Vittorio Attene e Maria Virgillito si sono messi alla prova nella lettura interpretata di alcuni racconti direttamente scaturiti dalle penne di alcuni soci dell’Associazione Fantalica, allievi del laboratorio di scrittura Lettera 22.

Maria Virgillito ha letto il dolce testo scritto da Esther Messina “Latte”

di seguito il testo di Esther Messina per Lettera 22:

Il portone di legno era quello di tante vite fa

legno chiaro rovinato dal troppo sole

ed ecco subito la grande scalinata

impregnata dagli echi di tutte le vite passate di corsa da qui

destini vicini e lontani

crudeli

 

era qui nel grande casolare di campagna

che tutti gli anni si trasferiva per la raccolta delle mandorle

la famiglia del mendolito

chiamata così da tutti

per via dalle dita macchiate di verde mallo

la buccia spugnosa che protegge la mandorla

dal troppo sole e troppo vento

 

gente che trascorreva esistenze intere aggrappate

all’unica cosa che possedevano

colline pietrose di alberi di mandorlo

cantando nel dialetto dell’isola

raccontando storie dolci e amare

e da bravi tragediatori nel DNA

ad esagerare avvenimenti

per tramandarli e sfinirli

 

alla fine della raccolta

guardare le donne spremere le mandorle

dentro un sottile velo per cavarne del latte

diventava un’esperienza sensualissima

il contrasto dei colori del latte

con quello dei capelli

la luce degli occhi

il dondolare degli orecchini d’oro

era inevitabile

l’aria si riempiva di gesso e di zucchero

e di imprendibili sogni

era l’unico momento in cui qualcosa di bello

sembrava pervadere quelle vite piccole

tutto era denso bianco o denso nero

e nel latte qualche buccia di mandorla ad inasprire il gusto

nel palato amaro di velluto

 

non ditelo a nessuno è un segreto

mangiare nel mese di agosto è sacrilegio

su quest’isola si beve latte di mandorla e si fa l’amore

per smettere di morire”

Esther Messina

 

Guarda le foto della serata http://scrittura.fantalica.com/letture-interpretate-di-fantalica/